Horror pleni
Gillo Dorfles
Horror pleni
La (in)civiltà del rumore
In contrasto con l’antico Horror Vacui dell’uomo preistorico che colmava ogni angolo della sua caverna con immagini autoprodotte, oggi “l’orrore del troppo pieno” corrisponde all’eccesso di “rumore” sia visivo che auditivo, che costituisce l’opposto di oggi.
I primitivi della Terra popolavano un mondo ancora vuoto di senso e di segni. Gli interminati spazi e i sovrumani silenzi delle origini suscitavano Horror Vacui, sgomento e ansia del vuoto. Oggi noi viviamo esattamente il contrario: siamo completamente saturi di segnali e di comunicazioni. Horror Pleni è ciò che proviamo di fronte a questo groviglio di messaggi che molto dicono e poco (o nulla) comunicano. La nostra facoltà di immaginazione è disturbata da pubblicità, propaganda politica, iperproduzione di letteratura, arte, moda, fino alla cronaca quotidiana dei misfatti più efferati. Persino i nuovi orizzonti della comunicazione digitale, che all’inizio ci apparivano come vastità inesplorate, sono già carichi di pseudo-oggetti e pseudo-eventi.
E allora: possiamo mantenere, anche nel nostro Horror Pleni quotidiano, una consapevolezza? Ecco la sfida di questo libro, che indaga su nuovi modi e maniere, gesti e comunicazioni aberranti, corpi mostrati senza pudore e creature completamente virtuali, manipolazioni genetiche e distorsioni del gusto: invece di tagliarci fuori dal divenire della cultura, dobbiamo attraversarlo, sforzandoci di vedere un senso. Vivere senza pseudo-vivere. Cambiare, ma rimanere umani.