Nóstos
Torno presto.
Sarà come guardare quella foto davanti la caffetteria del CERN. Con tutti voi che sorridete avendo già nel cuore la triste consapevolezza della separazione.
Torno presto.
E sbucherò da un mondo diverso, guardandovi fissi negli occhi, risalendo con fatica al momento in cui ci siamo conosciuti, parlati, vissuti per la prima volta.
Riascolterò le vostre voci di lontano, vi guarderò sorridere fuori dal vetro opaco, fra i rumori di stoviglie del locale e i cin cin di rito, mentre le penne, velocissime, tracciano segni d’inchiostro e di lontananza.
Torno presto.
Nel mezzo della vostra conversazione. Alzerete lo sguardo verso di me e vi lascerete andare all’apparenza. Avrete grandi occhi e grande cuore, per accogliermi ancora senza pensare ad altro. Tracce di tracce che si perdono nei “ti ricordi”? Segreti serrati a un filo sempre pronto a rompersi ma che non è mai stato così forte.
Torno presto.
“Ma ora è tempo di partire”. (Era il luglio del duemila alla fattoria di Spits in “riva” al Kalahari. Notti di deserto fredde come al polo. Con i San che ballavano nudi attorno al fuoco la loro danza-medicina. Vi abbracciai tutti con gli occhi e me ne andai di nuovo, quattro giorni prima. Da sola. Come sempre. Quando ve ne accorgeste, ero già in Europa).
Ci sarà tempo per coltivare nuove nostalgie, per colmare i vuoti, per andare ancora da qualche parte, mentre una voce chiama sempre più piano da un finestrino in corsa.
Ci sarà tempo ancora per perdere di nuovo tutto quello che, ogni volta, con fatica, avevo ritrovato.
Ora mi aspetta un altro tempo.
Ma torno presto.
da alètheia, 18/11/2004