May 18, 2008

Embedded

Oggi riflettevo sui vinti e il pensiero - quasi automaticamente - è riandato ad Ettore sconfitto e ucciso davanti alle mura di Troia; al suo cadavere di cui gli Achei fanno scempio (chi per odio, chi per sollievo, chi per fare a lui morto quello che non sarebbe mai stato capace di fargli da vivo).
Ma ho ripensato anche a come Omero commenta la scena - cruentissima - in cui ad uno ad uno i guerrieri Danai affondano la lancia o la spada nel corpo dell’eroe esanime, appena spogliato da Achille: “…hoì kaì thēésanto phyèn kaì eîdos agētòn Héktoros” (“[Altri Achei gli accorsero intorno] l’aspetto ammirando e la stupenda bellezza di Ettore” (Il. XXII, 369-371). Quasi che l’aedo volesse distogliere, dall’occhio di chi lo ascoltava, il colore della violenza, trasformandolo in canto.
Mi sono detta: “Magari esistesse oggi un “embedded” capace di raccontarmi gli eventi così”.
Poi ho richiuso l’Iliade ridendo di me stessa.

da akatalēpsía, 7 novembre 2006 

inserito da Clelia Mazzini |
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