Labirinti, olivastri e un filo di candida lana
Prima di imbarcarsi verso l’impresa cretese che lo renderà celebre - cioè l’uccisione del Minotauro - Teseo condusse i compagni scelti dalla sorte a seguirlo presso il Tempio del Delfino ad Atene. Lì, a nome di tutti, offrì ad Apollo un ramo di olivo avvolto in un filo di lana candida. Nella scelta presente c’era già tutta l’aspettativa futura, per quanto inconsapevole.
Ci sono degli olivastri vicino casa mia (forse simili a quelli di cui Plinio ci tramanda la memoria in relazione ad Ercole e alla sua “incoronazione”, avvenuta ad Olimpia - proprio con i rami di questo arbusto - dopo che l’eroe vi aveva fondato i famosi giochi); mi dispiaceva strappare loro qualche ramo e così vi ho lasciato sopra il mio filo di “candida lana”. Con questo non voglio evocare l’uscita da nessun labirinto, anzi, l’esatto contrario.
Sappia Dedalo che se passa di qua può tirar su tutti i muri che vuole.
Purché siano bassi e non mi tolgano la vista del tramonto.
da akatalēpsía, 5 novembre 2006
inserito da Clelia Mazzini | permalink