May 2, 2008

I frutti tardivi del giardino delle Esperidi

Hölderlin distingue il destino greco da quello occidentale (che chiama “esperico”, alludendo con ciò a quel lontano e rischioso viaggio di Ercole attraverso il quale l’eroe arrivò all’estremo occidente d’Europa, fino a quelle che furono allora ribattezzate in suo onore “colonne d’Ercole”).
In un verso di Pane e vino, il poeta così definisce la propria condizione di uomo dell’Occidente, moderno o “esperico”: siamo “frutti tardivi del giardino delle Esperidi”. Nel senso che abbiamo imparato a “renderci conto di noi stessi” ma siamo del tutto incapaci di “renderci conto di qualcosa”.
Temo che questa incapacità di aprirci alla comprensione di ciò che proviene dal di fuori della nostra soggettività, possa essere prima o poi causa della nostra rovina. E’ già accaduto in passato, potrebbe accadere ancora.

da akatalēpsía, 27 ottobre 2006

inserito da Clelia Mazzini |
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