Un nulla condensato
La campagna, oggi pomeriggio, mi è sembrata come divorata da una divinità terrestre, patrona del vuoto e della calma pensosa. Le colline al crepuscolo hanno assunto via via le forme di un cammello disteso, con il collo allungato su un oceano d’erba scura. Tutto, intorno a me, ora è tacito e sereno, un nulla condensato: forse quel nulla da cui provengo e nel quale tornerò. Ma senza fretta, solo con la discreta consapevolezza di chi passa, dà un’occhiata e se ne va.
da akatalēpsía, 25 settembre 2006
inserito da Clelia Mazzini | permalink