Il Male, e basta
La lettura di D.H. Lawrence mi lascia sempre un retrogusto di innocente solitudine. Il suo modo di descrivere la natura (sia albero, mare, nuvola o scoglio) è sempre uno squarcio su un abisso.
Si percepisce il vuoto dell’immanenza e il valore cogente della vita. Lui sapeva benissimo di cosa si trattava. Nel suo respiro, vitale e artistico, c’è tutta la grandezza inattuale del suo male.
Che poi è il nostro male.
Che poi è il Male, e basta.
da akatalēpsía, 8 settembre 2006
inserito da Clelia Mazzini | permalink