Non dobbiamo imporci l’idea di scrivere libri. L’idea che sta alla base dello scrivere e’ quella di ribadire alcuni principi essenziali di cui non vergognarsi alla fine della vita.
Sven Regener - “Neue Vahr Sud”
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Che cosa non si fa per sopportare se stessi!
Raymond Aron, - L’etica della liberta’ -
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La musica potrebbe in qualche maniera sussistere anche senza l’esistenza dell’universo.
Arthur Schopenhauer, “Parerga e paralipomena”
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[»>] A sentirsi a disagio, nelle vecchie categorie, ci si sono trovate anche scrittrici come la marocchina Khenata Belloula e anche la più giovane algerina Amel Bachiri, animatrici di una delle tavole rotonde a latere del Salone [del Libro di Algeri], assieme a una delle romanziere più interessanti del momento, l’irachena Inaam Kachachi, finalista all’ultimo Arabic Booker Prize con un libro, La nipote americana, che parla non a caso di identità multiple nell’Iraq dopo Saddam. Ad accusarle di fare ancora letteratura rivendicativa, forse non a caso, erano uomini giovanissimi. E la reazione, dura, è arrivata immediata. Nessuna letteratura rivendicativa, ormai da molto tempo. L’accusa è anacronistica: le scrittrici narrano il mondo, tutto il mondo, ovviamente con lo sguardo femminile.
Paola Caridi - Sebben che son velate. Tante donne al Salone del Libro di Algeri: tra i visitatori, gli autori e anche tra gli editori
[La Stampa.it|Cultura]
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Gemma segreta,
il mio augurio è quello
di non essere bella
come vorrebbero gli altri,
di sgorgare cioè da una sorgente
di amore innocente.
Se questo augurio che altri ti fanno
dovesse realizzarsi
vuol dire che ti è andata bene.
Ma se ciò non dovesse accadere
vivi il senso comune;
dai valore al tuo essere
né bella né brutta,
e fa’ in modo che nulla
di straordinario minacci
il tuo equilibrio, perché,
quando questo manca,
tutto non funziona.
Sarai insignificante,
e allora?
Magari è proprio questa
la più sorprendente dote
della felicità…
Philip Larkin - Collected Poems
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