January 2008
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Come le api il miele
Via via che ci prendo l’abitudine mi affeziono all’idea che ho sempre meno bisogno di muovermi per il mondo, di vedere cose nuove, perché il nuovo lo produco dentro di me ogni giorno, come le api il miele. da akatalēpsía, 16 settembre 2006
Miti
I miti non muoiono, ritornano. Sono simili a certi uomini. Sono simili all’incalzante mistero dei giorni, che muoiono sempre per risorgere, che si dileguano qui per risplendere di altra luce altrove. Ma i miti sovente diventano parte della vita di una persona: e allora la sua anima si trasforma, come i giorni e come il tempo, assume il dolce candore di ciò che continuamente ritorna. Io ho...
Salpare
Un uccello notturno ha gridato. La mia camera sta per salpare verso un mondo innocente, per una favolosa e imminente preistoria che forse, fra poco, incontrerò nel sogno. da akatalēpsía, 14 settembre 2006
Preferirò sempre...
Preferirò sempre l’assenza di ciò che amo alla presenza di qualunque altra cosa. da akatalēpsía, 13 settembre 2006
L'ovvio che avanza
L’ovvietà è pericolosa sempre; è pericolosa nelle discussioni scientifiche, nelle discussioni politiche e nelle discussioni religiose. L’ovvio è il nostro nemico. E’ meglio credere che qualcosa sia difficile, piuttosto che ovvio, perché questo ci spinge ad analizzarlo più a fondo, sempre più a fondo, senza mai fermarci. Eppure oggi l’ovvietà domina in ogni campo, sempre più...
Boscaioli
In un suo grande dialogo, Il Sofista, Platone insegnò a contrapporre al sì non il no, ma l’altro, la diversità, il possibile. La nostra cultura ha perduto molto di questa lezione, in un certo qual modo involvendosi. Ora tutto è contrapposto: o bianco o nero, o giorno o notte, o bene o male. Ma non sono il sale e la sabbia del mulino di Amleto che ci potranno salvare, è piuttosto...
Stupore
Scopro improvvisamente, e con un certo stupore, quanto sia facile (e importante) abbandonarsi senza perdersi. da akatalēpsía, 11 settembre 2006
Farmaco della memoria
La scrittura non è un “farmaco della memoria”, non ne sostituisce le funzioni, e quindi non ne prende il posto, ci dice Platone in coda al suo Fedro. E’ vero, però aiuta molto a trattenere le parole, a impedire che alcune di esse si perdano nel gorgo frenetico della vita. E’ difficile oggi concepire una qualsiasi forma di linguaggio come cosa scissa dalla scrittura. Forse...
Il diario di Saturno
Saturno, che lento solca lo specchio del cielo, è da sempre considerato l’emblema della malinconia. Le anime infestate dallo spleen, si dice siano attratte dalla sua orbita. E così è per ogni sguardo che si ritrae dal mondo piegandosi su se stesso. Cadrebbe sotto il segno di Saturno ogni disposizione riflessiva. E potrei immaginare la sua influenza anche sulla struttura di un diario, sulle...
Fascino
L’inerzia assoluta ha un suo fascino. E’ lo stesso dell’abisso. da akatalēpsía, 10 settembre 2006
Il cerchio ideale
“Nella vita non c’è nulla di costante, tranne il cambiamento”, amava dire il Buddha. E Paul Auster sembra rispondergli, quando scrive che “nulla è reale tranne il caso”. Nell’impercettibilità apparente dello scorrere del tempo cerco una verifica a queste parole. Mi aiuta a trovarla Salvatore Quasimodo: “Nel giardino si fa rossa / l’arancia,...
Monumento alla parola
C’è una magia segreta nelle parole. Essa fa nascere e trasforma le cose. Non finirò mai di glorificare in me la parola, circondandola di ossequio e di riguardo, riducendola a silenzio, o meglio, dandole un suono interiore che non è quello della voce. A volte mi sorprendo a chiedermi quale potrebbe essere un monumento alla parola. Come potrebbe un oggetto inanimato descrivere questo incanto....
Attesa
Di là da quell’improvviso vuoto di sole, c’è tutto quello che attendo dalla vita. (E ti aspetto, ansia del domani, che - oltre il prato che fu pieno di asfodeli - colori di te la porta del mio sogno). da akatalēpsía, 8 settembre 2006
L'ultimo faro
Passeggio lentamente in compagnia degli Ultimi versi di Giovanni Raboni, in quel tempo senza tempo che è la poesia degli ultimi giorni. Resto sospesa a guardare un futuro che non c’è, una prospettiva assente. Quasi come fossi ritta, in una notte di tempesta, sul bordo dell’ultimo faro. Prima che il guardiano spenga per sempre anche quell’ultima luce. da akatalēpsía, 8 settembre...
Oscura aridità
“L’anima arida è la migliore, la più saggia.” dice Eraclito (fr. DK 118). Ma in che senso “l’aridità” può generare saggezza? Forse perché colui che ha sete (per esempio di sapere) si dedica incessantemente alla ricerca di qualcosa che appaghi il suo desiderio. E, come insegnano gli orfici, l’unica acqua che estingue la sete di conoscenza è quella di...
Il Male, e basta
La lettura di D.H. Lawrence mi lascia sempre un retrogusto di innocente solitudine. Il suo modo di descrivere la natura (sia albero, mare, nuvola o scoglio) è sempre uno squarcio su un abisso. Si percepisce il vuoto dell’immanenza e il valore cogente della vita. Lui sapeva benissimo di cosa si trattava. Nel suo respiro, vitale e artistico, c’è tutta la grandezza inattuale del suo male....
Giusta misura
Sognare di vivere in un mondo che ha bandito con il riso smodato anche la tristezza più estrema, e che ha dunque “congelato”, nella “giusta misura”, ogni forma di eccesso: nella piena gioia, come nel pieno dolore. In un cenotafio di pietra chiudere per sempre ogni ideale di bellezza (sempre assolutamente soggettivo), modulare sui “toni medi” l’idea stessa...
Numeri-api
Il ronzio delle api giù al campo era come la folla di numeri su qualcuna delle mie lavagne. Migliaia di numeri-api da qui all’infinito. Sono rientrata a casa felicemente frastornata, mentre un vento caldo di sole portava con sé un suono lontanissimo e raro di campane. La mia sera ora ha musica e numeri, e le parole quasi non servono. da akatalēpsía, 7 settembre 2006
Artigli
La non-rassegnazione di fronte alla morte è un concetto del tutto naturale nell’esistenza di ogni individuo. Laddove non arriva la logica subentra l’immaginazione. Le teogonie antiche altro non sono che la rappresentazione di certe idealità che colmavano la lacuna fra ciò che era praticamente rappresentabile e ciò che non lo era. Come puntello alla mancanza di risposte logiche, ogni...
Oscura chiarezza
Il filosofo “onesto” non può essere a mio avviso del tutto chiaro. Come si può infatti pretendere chiarezza da chi, con coraggio, scruta nell’oscurità? da akatalēpsía, 7 settembre 2006
Un'altra realtà
Orazio dice che “chi va oltre il mare muta cielo, non animo”. Eppure se riuscissimo a concepire il viaggio come apertura alla possibilità di non venir capiti dagli altri, magari nemmeno visti come “simili”, forse in questo modo il luogo del viaggio si offrirebbe a noi senza remore e senza infingimenti. La volta celeste avvolgerebbe uno spazio privo di rimandi e le vicende...
Non per noi
Ci sono alcuni che sostengono che l’universo abbia un “progetto” e che questo “progetto” (che definiscono “intelligente”) non abbia avuto come obiettivo che la comparsa del genere umano sul nostro piccolo e insignificante pianeta. Personalmente, sull’argomento, prima ancora che alla scienza (per le cui evidenze, comunque, nutro un incondizionato...
La seduzione del transitare
Esiste forse un viaggio più intenso, più appassionante, più “filosofico”, di quello che non mira ad arrivare (e forse neanche a partire), che - insomma - non crede né alla provenienza né alla mèta, ma bada invece alla seduzione del transitare? Vorrei che la mia vita fosse questo. Anzi, ora credo proprio che lo stia diventando. da akatalēpsía, 6 settembre 2006